LA FERRARI

Ferrari S.p.A. è la casa automobilistica italiana fondata da Enzo Ferrari nel 1947 a Maranello in provincia di Modena. Produttrice di automobili sportive d’alta fascia e da corsa e impegnata nell’automobilismo sportivo, è la più titolata nel campionato del mondo di Formula Uno. Il simbolo ufficiale è un cavallino rampante, che deriva da quello in uso durante la prima guerra mondiale dall’aviatore italiano Francesco Baracca. Il campo giallo, dove è raffigurato il cavallino rampante, è stato scelto da Enzo Ferrari in quanto trattasi di uno dei colori dello stemma della città di Modena.

SITO UFFICIALE DELLA FERRARI

SAN ZEMIAN

 Il 31 gennaio la città di Modena celebra il patrono San Geminiano, un santo vissuto nel quarto secolo dopo Cristo. La solenne celebrazione religiosa prevede l’apertura del sepolcro posto nella cripta del Duomo, per permettere ai fedeli di venerare le reliquie del santo. Nella figura del Santo Patrono si intrecciano storia e leggenda. La leggenda vuole che, nel secolo delle invasioni barbariche, precisamente nel 451, S.Geminiano salvò Modena dagli Unni guidati da Attila, nascondendola agli invasori con una fitta coltre di nebbia. Nel giorno del Patrono si tiene la Corrida di San Geminiano, una gara podistica internazionale di corsa su strada su un percorso di 13,350 km che va da Modena a Cognento e ritorno.

FESTA DI SAN GEMINIANO

LA PREDA RINGADORA

La Pietra Ringadora è un grande masso di ammonitico veronese rosso di forma rettangolare, collocato in prossimità del porticato del Palazzo Comunale, di fronte alla scalinata d’accesso. Essa è senza dubbio un elemento molto particolare che caratterizza Piazza Grande e per questo ha sempre attirato l’interesse e la curiosità non solo di studiosi che ne riconoscono il passato glorioso, ma anche di cittadini e turisti. Nel parlare comune e volgare, il termine significa “pietra che arringa”: essa infatti servì da tribuna e da pulpito agli oratori modenesi che nel medioevo, durante le adunanze popolari, parlavano ai cittadini.

PIETRA RINGADORA

LA SECCHIA

secchia rapita

La Sala della Secchia rapita si trova all’interno della Ghirlandina, circa a metà altezza tra il piano di calpestio e la prima cornice marcapiano: non esiste infatti una corrispondenza tra le cornici all’esterno e le quote dei solai nella partitura interna della torre. In questa stanza è visibile una copia della famosa secchia rapita, collocata qui nel 1325: l’originale è attualmente conservata nel Palazzo Comunale, considerato un luogo più sicuro. La secchia è stata resa celebre dal poema eroicomico di Alessandro Tassoni del 1630, il quale si ispirò a un episodio accaduto nel corso delle lunghe e cruenti lotte tra i rivali Comuni di Modena e Bologna. 

LA SECCHIA RAPITA

SANDRONE

Sandrone è la maschera tradizionale della città di Modena. Rappresenta il contadino del passato, rozzo, ma furbo e scaltro. È portavoce del popolo più umile e maltrattato, e sempre in cerca di stratagemmi per sbarcare il lunario. Nel 1840 “prende moglie”, compare cioè anche la figura della moglie Pulonia e ben presto la famiglia si completa con il figlio Sgorghìguelo; si è formata la famiglia Pavironica.

LA SOCIETA’ DEL SANDRONE

SANT'ANTONIO

Il 17 gennaio di ogni anno viene celebrata la Festa di S. Antonio Abate, protettore degli animali, con le tradizionali bancarelle per la vendita di prodotti extralimentari, degustazioni di prodotti tipici, piadine, zucchero filato, frutta caramellata, ecc. La Festa di S.Antonio diventata ormai una tradizione e un’usanza cittadina deriva dalla cultura e dalle origini contadine della città di Modena che la legano alla figura del santo che spesso viene rappresentato accanto ad un maiale con al collo una campanella. È proprio nel maiale, dentro al suo grasso che si scoprì la cura al Fuoco di Sant’ Antonio. Da questa scoperta deriva la cerimonia religiosa della benedizione degli animali che tramandata di generazione in generazione è giunta sino ai giorni nostri, per cui ogni anno vengono presentati al cospetto dell’altare vari animali domestici, pronti a ricevere la consueta benedizione.

FIERA DI SANT’ANTONIO ABATE