Mutina

Modena è stata una delle più importanti città romane dell’Italia settentrionale ma, a differenza di molte altre, non presenta evidenze del suo glorioso passato.
In realtà la città romana esiste e si trova al di sotto delle strade del centro storico, custodita dai depositi delle alluvioni che si verificarono in epoca tardoantica.
Il rapporto con questa realtà sepolta è stato pressoché continuo nel corso dei secoli e si è rivelato di fondamentale importanza nella costruzione dell’identità culturale cittadina.
Con le celebrazioni del 2017 si vuole rendere percepibile la realtà sepolta  attraverso una serie di eventi e una mostra, riuniti dal titolo Mutina Splendidissima, che favoriscano il dialogo fra passato e presente valorizzando tutti gli aspetti che lo straordinario patrimonio della romanità ha lasciato alla città moderna.

 

SITO DELL’EVENTO

Il Begarelli

Antonio Begarelli (1499 – 1565).

Nacque probabilmente a Modena. Non sappiamo quasi nulla della sua formazione: la sua prima opera è la Madonna della piazza, oggi al Museo civico di Modena. A Modena c’era una grande tradizione della scultura in terracotta, ma non risulta che egli abbia fatto nella città natale le sue prime esperienze.
Il successo ottenuto con questa opera lo pose subito fra i primi artisti della terracotta in città. Numerose furono poi le commissioni affidategli.
Il suo linguaggio  artistico è ispirato all’antichità classica.
Nella chiesa di San Francesco è oggi ospitato il grande gruppo di tredici figure di grandezza al vero della Deposizione dalla croce. Quest’opera è considerata il capolavoro del Begarelli.
La fama del Begarelli si andò diffondendo fuori dai confini della sua terra natale: a partire dal 1536 fu sempre più impegnato a Ferrara, Parma e Mantova.
Alla sua morte il nipote Ludovico continuò l’arte dello zio, ma gli altri parenti, pur ereditando la sua fornace, se ne servirono per produrre vasellame. Antonio Begarelli era scapolo e aveva preso gli ordini minori dei Benedettini.

MAPPA ITINERARIO

Chiesa di Santa Maria della Pomposa

La chiesa, che fa parte del complesso denominato Aedes Muratoriana, si trova nell’omonima piazzetta e il suo nome deriva dall’abbazia di Santa Maria Pomposa nel delta del Po, dalla quale dipendeva in origine la cappella parrocchiale sorta nei pressi delle mura medievali di Modena. È una delle chiese più antiche della città, le prime notizie risalgono al 1153. Nella facciata si notano ancora le tracce della porta medievale arcuata.

Situata in Piazza della Pomposa – Modena – MO – 41121

Chiesa di San Giorgio

Sorge su un’antica chiesa medievale, di cui si ha menzione dal 1189. Il progetto della chiesa attuale, eretta a partire dal 1647, è attribuito all’architetto della corte ducale Gaspare Vigarani, coadiuvato da Cristoforo Malagola detto Il Galaverna.

La facciata fu realizzata nel 1685 su disegno di Antonio Loraghi e consta di due piani divisi da una ricca trabeazione sporgente. Le nove statue marmoree che ornano la facciata sono opera di Giovanni Lazzoni e dei suoi figli Andrea e Tommaso e raffigurano la Carità e la Fede sul portale; San Gregorio Papa e San Giorgio nelle nicchie; Re David e San Giuseppe a fianco dei contrafforti ricurvi di raccordo e la Madonna col Bambino alla sommità del timpano. Al centro la finestra con stipite e balaustra è sormontata da un timpano che sostiene due angioletti.

L’interno è a croce greca con cupola centrale, in cui si aprono finestre ovali ed è impostata su quattro grandi arcate poggianti su una ricca trabeazione che corre attorno al perimetro della chiesa, a sua volta sorretta da otto fasci di pilastri di ordine corinzio.

Nelle tre cappelle, due laterali e una centrale, si aprono finestre semicircolari che danno luce alla chiesa.

La cappella di destra è dedicata a San Giuseppe e conserva una tela di Antonio Consetti (secolo XVIII) che raffigura un Angelo che rivela a San Giuseppe dormiente il mistero dell’Incarnazione e la Madonna rivolta al cielo.

L’altare maggiore in marmi policromi del 1666 è opera di Antonio Loraghi e racchiude l’ immagine della Madonna Ausiliatrice del popolo modenese.

La terza cappella è dedicata a San Filippo Neri e conserva un bellissimo altare di marmo.

Interessanti i paramenti sacri, le pianete e i paliotti della chiesa.

Situata in Largo San Giorgio – Via Farini, 91 – Modena – MO – 41121

Chiesa di San Pietro

Il monastero di San Pietro dei Monaci Benedettini di Modena custodisce uno dei luoghi più caratteristici della spiritualità benedettina.

Promotore di numerose attività, fra le proprie collezioni di opere d’arte e volumi antichi, vanta capolavori senza età.

La Basilica è la seconda più grande della città di Modena dopo il Duomo.

Il monastero di San Pietro risale alla fine del X secolo, come fondazione vescovile; divenne indipendente nel 1148.

Soppresso al tempo della rivoluzione francese, fu riaperto dal Duca di Modena.Sede di una delle prime comunità monastiche modenesi a partire dal 996 – quando ancora si trattava di un cenobio fuori dalle mura della città – la grande chiesa di San Pietro custodisce preziose opere del Rinascimento modenese.

Situata in Via S. Pietro, 7, 41121 Modena MO

Chiesa di San Francesco D'Assisi

Una delle prime chiese al mondo dedicate a S. Francesco d’Assisi, fu proprio quella di Modena.

Nel 1221, quando S. Francesco era ancora in vita, venne costruita fuori dalla cinta muraria della città in direzione di Baggiovara, in un campo detto “Lentesone”, una chiesa con l’attiguo convento di Frati Minori.

Non si sa a chi fosse dedicata, ma doveva essere di dimensioni molto ridotte, così come il convento che, trovatosi oltretutto in una zona malsana e paludosa, fu trasferito in città nel 1244, nel luogo (detto “Campo dell’Erba) sul quale sorgono l’attuale chiesa e il Seminario metropolitano.

In questa occasione la chiesa venne dedicata al santo d’Assisi, morto da appena diciotto anni.

Situata in Piazza S. Francesco D’Assisi, 41121 Modena MO

Il Graziosi

Giuseppe Graziosi (1879 – 1942)
Questo itinerario ti porta a scoprire le opere e i monumenti del Graziosi presenti nel centro storico di Modena per raccontarle in modo nuovo e interattivo, attraverso un itinerario crossmediale che, avvalendosi di una mappa e di strumenti web, offre un percorso originale per esplorare l’artista e il suo tempo, connettendolo al presente.

PROGETTO “GRAZIOSI AROUND”

 

Piazza Roma

(foto sopra riportata)

Se lo stupefacente Palazzo Ducale è il protagonista, piazza Roma ne è il degno palcoscenico. Ampio spazio rettangolare, la piazza servì, ai tempi del ducato, come luogo per le celebrazioni ufficiali, per gli spettacoli offerti dalla corte ai sudditi nelle ricorrenze più importanti, per il ricevimento, prima dell’ingresso a palazzo, di Re e Papi in visita agli Este.

Piazza Matteotti

Matteotti

La piazza venne aperta nel 1933 demolendo alcune case che occupavano lo spazio compreso tra le chiese del Votoe di San Giovanni Battista, oggi dunque accostate ai lati del largo. L’impronta razionalistica è evidente nei palazzi sui lati nord ed ovest (nonché nel nome originario: piazza Impero). Da notare, sulla destra, palazzo Ferrari, caratterizzato da un imponente portale in selce del XVI secolo, forse del Barozzi. Suggestive poi le vedute sulle due chiese e sulla Ghirlandina nascoste tra gli alberi della piazza.

Piazza Mazzini

Piazza Mazzini è uno degli angoli più eleganti e affascinanti dell’intero centro storico di Modena, per la sua storia particolare e per i palazzi che vi si affacciano.

L’intera area di forma allungata fu occupata da fitte case sin da quando, nel 1638, il Duca Francesco I decise di renderla Ghetto per la cospicua comunità di ebrei modenesi che aveva seguito la corte estense da Ferrara. Fino al 1859, quando fu abolita la segregazione, la zona veniva chiusa ogni sera da cancelli (di cui i cardini si possono ancora scorgere in fondo a via Blasia). Proprio per queste caratteristiche, le case sono tuttora irregolari sui retri: i piani si aggiungevano per ricavare più spazio o magari per realizzare una delle tante Sinagoghe qui presenti.

Piazza della Pomposa

È forse uno degli angoli più suggestivi di tutta la città. La piazza, non molto estesa, è dominata dalla Chiesa di Santa Maria della Pomposa detta anche di San Sebastiano. A sinistra della facciata della chiesa, lungo il muro che circonda il giardino, una fontanella è accostata all’ironica targa che ne ricorda la costruzione: fu infatti un dono di Telesforo Fini, il ristoratore famoso nel mondo per i suoi prodotti culinari tipici della città.